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Immagine
Illegalità / Kiki Dimoula

Mi espando e vivo
illegalmente
in luoghi che altri non riconoscono
come esistenti.
Lì io mi fermo ed espongo
il mio mondo perseguitato,
lì io lo riproduco
con mezzi amari e indisciplinati,
lì io lo affido
a un sole senza forma, senza luce,
immobile,
mio personale.
Lì mi ritrovo.

Una volta però
tutto questo cessa.
E mi inviluppo,
e torno violentemente
(per rassicurazione)
nel territorio
legale e riconosciuto
nella mestizia mondana.

E mi smentisco.

"Les Lieux de Mémoire" / Stigma 

Il termine luogo  di memoria deve la sua genesi a Pierre Nora che nella sua opera "Les Lieux de Mémoire", con tale categoria delinea una serie di “luoghi” reali e simbolici, monumentali o legati al paesaggio. Nel suo fondamentale testo, egli ha dato di luogo della memoria la seguente definizione: “luogo della memoria è una unità significativa, d’ordine materiale o ideale, che la volontà degli uomini o il lavorio del tempo ha reso un elemento simbolico di una qualche comunità […] Il luogo della memoria ha come scopo fornire al visitatore, al passante, il quadro autentico e concreto di un fatto storico. Rende visibile ciò che non lo è: la storia […] e unisce in un unico campo due discipline: la storia appunto e la geografia”.

Secondo Dimoula, sono questi luoghi della memoria intesi in senso proprio, luoghi fisici specificamente destinati a conservare e tramandare il passato o a commemorare eventi particolari (individuali o no). Potremmo pensare a questi particolari “testi” semiotici come a dispositivi memoriali, veri e propri mediatori della memoria collettiva o individuale, il cui piano dell’espressione è organizzato spazialmente.

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